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Il Trattato di Lisbona, una breve guida |
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Scritto da Amministratore
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Venerdì 06 Giugno 2008 14:29 |
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Il Parlamento italiano ha ratificato questa mattina il Trattato di Lisbona che dal 2009 costituirà la base normativa del funzionamento della nuova Unione Europea. Il 13 dicembre 2007 i leader dell’Unione europea hanno firmato il trattato di Lisbona, mettendo fine a diversi anni di negoziati sulla riforma istituzionale. Il trattato di Lisbona modifica il trattato sull’Unione Europea e il trattato che istituisce la Comunità Europea, attualmente in vigore, senza sostituirli.
Il trattato di Lisbona è frutto dei negoziati condotti dagli Stati membri all'interno di una conferenza intergovernativa, ai cui lavori hanno partecipato anche la Commissione e il Parlamento europeo. Prima di poter entrare in vigore, questo dovrà essere ratificato da ciascuno dei 27 paesi dell'UE. A ciascuno dei Paesi dell’Unione spetta decidere, in base alle proprie norme costituzionali, se procedere alla ratifica mediante referendum o voto parlamentare. Una volta completato il processo di ratifica, il trattato potrà entrare in vigore, l'obbiettivo è ottenere tutte le approvazioni entro il 1° gennaio 2009, in modo che le nuove regole trovino applicazione prima delle elezioni del Parlamento Europeo del giugno dello stesso anno.
L'attuale trattato di Nizza, entrato in vigore nel 2003, resterà il punto di riferimento dell'attività dell'UE fino a quando tutti i paesi europei non avranno completato il processo di ratifica del trattato di Lisbona.
Le revisioni dei trattati dell'UE sono sempre avvenute mediante modifica dei trattati precedenti, come nel caso dell'Atto unico europeo e dei trattati di Maastricht, Amsterdam e Nizza. Il trattato di Lisbona non sfugge alla regola. I due principali trattati dell'Unione saranno ridenominati: "Trattato sull'Unione europea" e "Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea" e avranno lo stesso valore giuridico.
Punti salienti del trattato - Dal 2014 il numero dei commissari verrà ridotto per rendere la Commissione più snella. Non ci sarà più un commissario per paese, ma il numero complessivo corrisponderà a due terzi del numero degli Stati membri. I commissari saranno selezionati sulla base di un sistema di rotazione paritaria tra gli Stati membri per un mandato di cinque anni. Ciascun paese avrà pertanto un proprio rappresentante in due Commissioni su tre.
- Il Parlamento europeo non avrà più di 751 membri. Per ogni paese il numero dei rappresentanti varierà da un massimo di 96 ad un minimo di 6.
- Viene creata una nuova figura giuridica permanente: il presidente del Consiglio europeo, che sarà nominato dallo stesso Consiglio europeo per un periodo di due anni e mezzo per dare maggiore continuità e stabilità ai suoi lavori.
- Il trattato introduce la figura dell'alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza comune, che fungerà parimenti da vicepresidente della Commissione e sarà chiamato a presiedere il Consiglio "Affari esteri". Tutto questo dovrebbe permettere di rafforzare un’immagine unitaria dell'azione esterna dell'UE, con un maggiore impatto sulla scena internazionale.
Gli Stati Ue (nell’ordine della loro adesione all’Unione) e lo stato della ratifica.
1 Belgio 2 Francia, febbraio 2008 3 Germania maggio 2008 4 Italia maggio 2008 5 Lussemburgo maggio 2008 6 Olanda (Paesi Bassi) 7 Danimarca aprile 2008 8 Gran Bretagna (Regno Unito) 9 Irlanda 10 Grecia 11 Portogallo aprile 2008 12 Spagna 13 Austria aprile 2008 14 Finlandia 15 Svezia 16 Cipro 17 Estonia 18 Lettonia maggio 2008 19 Lituania maggio 2008 20 Malta gennaio 2008 21 Polonia aprile 2008 22 Repubblica Cèca 23 Slovacchia aprile 2008 24 Slovenia gennaio 2008 25 Ungheria dicembre 2007 26 Bulgaria marzo 2008 27 Romania febbraio 2008
LINKS Il testo completo del Trattato Procedure e stato della ratifica nei 27 Stati dell’Ue
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