| Il governo vara la manovra, si annuncia l'autunno caldo |
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| Scritto da Fabio Sebastiani |
| Martedì 22 Luglio 2008 14:19 |
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La Camera ha votato i tagli-Tremonti (13 miliardi). Iniziano le proteste. I sindacati si mobilitano furibondi sindaci, poliziotti, medici, rettori, impiegati pubblici e i cittadini che restano senza servizi Sindaci furibondi, poliziotti pronti a scendere in piazza per la seconda volta nel giro di una settimana, medici disposti allo sciopero ad oltranza, rettori sulle barricate. E infine, lavoratori del pubblico impiego protagonisti loro malgrado di un autunno caldo tradizionalmente appannaggio delle tute blu. Del resto, come cittadini avranno meno servizi, e come dipendenti lavoreranno, a causa dei tagli, in condizioni peggiori e difficilmente vedranno un rinnovo del contratto di lavoro adeguato all'inflazione.
Ne sanno qualcosa i presidenti delle Regioni e, soprattutto, i sindaci che si vedono togliere l'Ici senza alcuna compensazione. «Siamo preoccupati - ha detto Leonardo Domenici, primo cittadino di Firenze, che con altri sindaci del Pd ha partecipato ieri all'inizitiva "Allarme rosso" - il governo scarica sui livelli locali problemi e difficoltà suoi». «Siamo costretti a difendere l'aria che respiriamo - gli fa eco Santarsiero, di Potenza - se si bloccano i comuni si blocca l'intero paese». E anche Padova (Flavio Zanonato), e Genova (Marta Vincezi), accusano il governo di volere ridimensionare il loro ruolo. Mentre Graziano del Rio, sindaco di Reggio Emilia, ha parlato di «finanziaria inguardabile» e ha invitato ad una «opposizione molto dura». Simonetta Rubinato (Roncate, Tv) grida al «commissariamento occulto». Perfino l'Ugl annuncia che la mobilitazione contro la politica del governo proseguirà fino a settembre con tutte le altre categorie e, «in assenza di segnali concreti», culminerà in una manifestazione nazionale nel mese di ottobre, senza escludere anche azioni di sciopero. Per domani l'Ugl ha previsto una manifestazione del pubblico impiego davanti il ministero della Funzione Pubblica. Scioperi, manifestazioni di piazza, occupazione degli atenei e addirittura blocco dell'anno accademico 2008-2009 è quanto invece prevedono i ricercatori. «La situazione è talmente grave e netta - ha sottolineato il loro portavoce Marco Merafina - che dobbiamo essere in grado di dare risposte nette. È necessario che non parta il prossimo anno accademico». «La manovra è sbagliata e inadeguata. Penalizza lavoratori, pensionati e il futuro del paese. Per questo va cambiata. E per farlo è necessario ricorrere urgentemente alla mobilitazione», ha detto il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni. «Una manovra che non fornisce alcun sostegno alla domanda interna - ha concluso - e che, quindi, produrrà ulteriore depressione». |
| Ultimo aggiornamento Domenica 28 Settembre 2008 23:04 |



