ALITALIA, NO ALLA CONTROPROPOSTA DEI SINDACATI, CAI RITIRA L’OFFERTA PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Maria Bruni   
Giovedì 18 Settembre 2008 21:13

Le sei sigle sindacali di categoria hanno rifiutato l'ultimatum di Colaninno, lanciando una nuova proposta. Il segretario dell'Sdl Paolo Maras: "saranno i lavoratori a garantire la continuerà aziendale a tutela della clientela e dei suoi interessi". Possibile una ripresa della trattativa in serata

La cordata capeggiata da Colaninno, ad Rocco Gabelli per il rilancio di Alitalia sotto il nome di Cai, Compagnia aerea italiana, ha ritirato l’offerta. La decisione è stata presa dopo il rifiuto dell’ultima proposta fatta da Colaninno di ridivisione degli utili dopo due anni, proposta giudicata irricevibile dalle sei sindacati di categoria Filt-Cgil, Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl, che dal canto loro avevano rilanciato una controproposta, dove si rilanciava “l'interesse e la disponibilità all'identificazione di un accordo sulle condizioni contrattuali di piloti, assistenti di volo e personale di terra”, affermando di essere disposti “anche a fare sacrifici temporanei e straordinari”. Oggetto principale della controproposta siglata in via Morgagni era “la ricerca di una revisione della struttura retributiva tale da consentire l'invarianza delle condizioni retributive in presenza di un aumento contrattato della produttività”. Altro punto fermo posto dai sindacati era la richiesta secondo la quale la discussione sugli esuberi di personale avvenisse una volta raggiunto un accordo complessivo.


Ma l’assemblea dei partecipanti all’offerta di Cai, riunita a Milano, ha rifiutato. “L'assemblea di Cai - spiega una nota - ha deciso all'unanimità di ritirare l'offerta presentata al commissario di Alitalia per l'acquisto di attivi dalla stessa posseduti”.

Dal canto loro, le sei sigle sindacali che non hanno accettato l'offerta Cai, si sono riunite per mettere a punto una serie di misure che garantiscano l'operatività. Alitalia, dice il segretario dello Sdl Paolo Maras, continuerà a volare anche dopo che sarà ufficializzato il ritiro dell'offerta avanzata dalla Cai: saranno i lavoratori a garantire la continuerà aziendale a tutela della clientela e dei suoi interessi.

Il segretario del Prc Paolo Ferrero, subito dopo la proposta "prendere o lasciare" avanzata da Colaninno, in un comunicato aveva giudicato la proposta “un ricatto inaccettabile”, con la pretesa di scaricare sulle spalle del sindacato un  piano che “fa acqua da tutte le parti”.

L’atteggiamento ricattatorio era già venuto nei giorni scorsi dal governo, per bocca del premier Berlusconi, che ha colto tutte le occasioni per ribadire che non c’era altra alternativa al fallimento che accettare il piano Cai. E ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha rilanciato l’accusa alla Cgil: «Il ritiro dell'offerta per la nuova Alitalia da parte della società Cai è la logica conseguenza dell'assurda posizione ostruzionistica assunta dalla Cgil in alleanza con le sigle autonome di piloti e assistenti».

Anche i leader sindacali Cisl e Uil, rispettivamente Bonanni e Angeletti, non esitano a scaricare le colpe sul sindacato di Epifani. “Le responsabilità di Cgil e piloti sono pesanti”, ha detto Bonanni, e Angeletti: “L'azienda era già morta – ha detto - e qualche mio collega si accinge a fare il becchino”.

Ma il numero uno di Cgil respinge le accuse: “Il nostro sindacato si assume le proprie responsabilità, così come devono farlo l'azienda e il premier”. Anche Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra del Pd,  giudica quanto avvenuto “l’esito di un’operazione spregiudicata e irresponsabile che il Governo ha imposto e ha mal guidato. Se siamo arrivati fin qui - afferma - Berlusconi non cerchi colpevoli. Il colpevole è lui”.

Intanto Fantozzi,
commissario straordinario di Alitalia, avrebbe già  avviato l'iter per la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti legati all'utilizzo dei 34 aerei già messi a terra: riguarderà 831 piloti per 12 giorni al mese, 1.383 assistenti di volo per 10 giorni al mese e 2.072 dipendenti di terra per 6 giorni al mese.

Secondo fonti ben informate, in tarda serata si potrebbe aprire qualche spiraglio per la ripresa della trattativa, con una possibile convocazione dei sindacati per un'ennesima verifica su un possibile accordo.

D’altra parte, mentre Cisl, Uil e Ugl erano pronte a firmare l’accordo con la nuova società, la Cgil e le cinque sigle autonome dei piloti e degli assistenti di volo avevano inviato una lettera a Colaninno, ad Augusto Fantozzi, al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiedendo un nuovo incontro.


Roma, 18 Settembre 2008
Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Settembre 2008 21:15